Totò Cuffaro torna in politica: “Formerò una nuova classe dirigente”

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Totò Cuffaro annuncia il suo ritorno in politica. Pur non potendo ricoprire cariche pubbliche, per effetto della sua condanna, l’ex presidente della Regione siciliana scenderà nuovamente in campo.

“Da quando sono tornato un uomo libero ho sempre sostenuto che il mio tempo per la politica fosse finito e il mio tempo per la politica elettiva da candidato è assolutamente finito. Intanto perché sono interdetto e poi perché ritengo che non sia giusto dopo la mia condanna ritornare in politica da candidato. Ma le riflessioni che sto facendo negli ultimi giorni, mi portano a pensare, guardando la povertà che c’è stata in questi ultimi anni di politica, che tutto sommato forse non sono stato il peggiore tra quanti hanno governato questa terra” – ha affermato Cuffaro, in una intervista al quotidiano online ilsicilia.it.

Totò Cuffaro, che ha scontato una condanna a sette anni di carcere per favoreggiamento a cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, è tornato libero dal dicembre del 2015. “Credo che una delle tante difficoltà che esiste oggi sia la mancanza di una classe politica che possa stare all’interno delle istituzioni – racconta -. Io ho iniziato a fare politica facendo la scuola della ‘Camiluccia’, perché sono democristiano, quelli del Pci facevano un’altra scuola. Ma c’erano comunque le scuole di partito che formavano le persone. La scuola politica si costruisce giorno dopo giorno. Ho intenzione di formare dei giovani che possano costituire l’ossatura, la nuova classe dirigente di una politica che guardi alle idee e sia preparata politicamente, per poter poi entrare nelle istituzioni: ci sono tanti ragazzi che hanno voglia di interagire con me e che formeremo, li candideremo a partire dalle prossime elezioni comunali”.

E alla domanda sull’eventuale partito di riferimento delle giovani leve, risponde: “Non è un problema di schieramento, ma di cultura politica. Non avrei problemi se andassero nella Lega o nel Pd o ovunque, perché se una classe politica si forma con valori e poi sceglie di portare questa formazione dentro questo o quel partito, credo che sia un dato positivo”.

E sulla propria vicenda giudiziaria: “Ho visto tanti moralisti che su di me hanno ritenuto di dover fare i loro atti di accusa, scoprirsi di gran lunga più peccatori di me. Sono stato messo in croce politicamente dall’ex presidente Crocetta che non ha fatto altro che urlare addosso a me – ancora -. Dallo stesso onorevole Lumia e da tanti altri. Addirittura da Raffaele Lombardo che mi ha allontanato ritenendo che io fossi quanto di peggio potesse esserci in politica”. Da qui la conclusione: “Quello che sta succedendo in Sicilia mi porta alla riflessione che forse qualche contributo utile a questa politica posso ancora darlo”.