Tra flat-tax e reddito di cittadinanza: l’analisi per Salvini e Di Maio la fa un economista palermitano

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Da mesi si sta occupando di flat tax e reddito di cittadinanza. Lui si definisce bi-partisan e a disposizione di chiunque, nell’arco politico, abbia interesse al confronto su temi tecnici anche se, ultimamente, sembra sia stato più ascoltato da Matteo Salvini ed anche da Beppe Grillo, che sul suo blog ha pubblicato diversi suoi interventi.

Il professore Michele Geraci, 50 anni, da dieci vive in Cina, ex banchiere d’affari della City, è un economista internazionale, nato a Palermo, dove si è laureato in Ingegneria elettronica; è lui che sta facendo l’analisi economico-finanziaria su flat tax e reddito di cittadinanza per mettere d’accordo almeno su due punti strategici Matteo Salvini e Luigi Di Maio che lunedì dovranno salire al Quirinale per proporre una soluzione di governo al presidente Sergio Mattarella.

Geraci, allievo del professore Franco Modigliani al Massachusetts Institute of Technology dove ha conseguito il master in business administration, è oggi a capo del programma di ricerca sull’economia della Cina del Global Policy Institute di Londra e della Nottingham University di Ningbo in Cina, nonche’ Adjuct Professor alla prestigiosa New York University a Shanghai. E proprio sul ‘fattore Cina’ si basa l’analisi dello studioso. “L’Italia e l’Europa – afferma l’economista – hanno ben poche speranze di competere con la Cina che produce il 50% di tutto ciò che si consuma al mondo. La nostra unica possibilità è legata alla valorizzazione delle nostre competenze sostenibili, quali arte, pensiero, cultura, storia così come è stato nel Rinascimento. Per far ciò, bisogna dare libertà a queste forze creative e liberare l’individuo dall’assillo dello stipendio come mezzo di sostentamento, perché un sistema produttivo che spinge tutti i giovani a studiare solo finanza, ingegneria ed altri mestieri utili ci porta in quell’imbuto competitivo dove la Cina ci schiaccerà”.

“In questo contesto – sottolinea Geraci – la discussione sull’opportunità dell’introduzione o meno del reddito di cittadinanza in Italia richiede un’analisi approfondita, libera da pregiudizi. L’Italia potrebbe essere il Paese che, più di altri in Europa, ne beneficerebbe, trasformando queste sfide in opportunità. Da un punto di vista politico, il reddito di cittadinanza contiene vari elementi che lo rendono appetibile anche alla Lega, poi si può anche cambiare il nome e decidere a chi si può dare e a chi no”.

Secondo Geraci, anche Salvini potrebbe accettare e sostenere il reddito di cittadinanza, che deve camminare a braccetto con la flat tax, per diversi motivi che spiega lo stesso Geraci: “Ha una valenza nazionalistica e sovranista in quanto solo i cittadini italiani possono avvantaggiarsene con divieto assoluto di rimesse all’estero da parte di chiunque; rivaluta il nostro patrimonio nazionale; alza i redditi minimi in modo che la concorrenza al ribasso dei migranti trovi meno spazi; rende la flat tax ancora di più progressiva nella pratica, migliora la sicurezza per le strade e la criminalità spicciola e può essere usato come pretesto per migliorare i sistemi di controllo dei redditi dei cittadini, dell’evasione, e della certezza delle pene che sono i pilastri della proposta della Lega”.

“Sulle risorse necessarie al finanziamento, Geraci è chiaro: “Dove sono i 30 miliardi di coperture? Non importa molto, è un debito che lo Stato contrae con i propri cittadini, una semplice riallocazione contabile. L’errore che molti analisti commettono nel valutare la fattibilità di queste proposte è causato dall’analizzarle una per una in modo separato – spiega sempre il professore Geraci -. Questo tipo di approccio porta naturalmente ad un rigetto delle singole proposte per mancanza delle coperture. Ma in realtà tutte le proposte vanno viste ed analizzate nel loro insieme, come un puzzle ad incastro. E mi spingo a dire che non solo le proposte si possono realizzare tutte, ma soltanto se si realizzano tutte i conti tornano. Se i moltiplicatori fiscali fanno il loro dovere, gran parte del reddito di cittadinanza – conclude il professore Michele Geraci – potrebbe auto-finanziarsi con l’aumento del Pil generato da maggiori consumi, e conseguenti maggiori entrate fiscali per il governo. La flat-tax, che attirerebbe maggiori investimenti e spingerebbe ulteriormente la crescita del Pil, potrebbe colmare il gap rimanente”. (ITALPRESS)