Tragedia di Casteldaccia, parla Giuseppe Giordano: “Natale e feste non esistono più”

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“A volte mi chiedo perché? Perché a me questo dolore così grande? Mi capita almeno due, tre volte al giorno, di trovarmi qui in negozio e di cominciare a pensare, allora lascio tutto e corro a pregare al cimitero dei Cappuccini, dove abbiamo sepolto i nostri cari”. Ormai è una vita senza vita quella di Giuseppe Giordano, il commerciante di 35 anni, che nella notte del 3 novembre ha avuto sterminata la famiglia, a causa del maltempo e della esondazione del torrente Milicia, con il fiume di fango e acqua che hanno invaso e travolto la villetta presa in affitto in contrada Dogali Cavallaro, tra Casteldaccia e Altavilla Milicia, nel palermitano.

A Giuseppe Giordano è rimasta soltanto Asia, la sua bambina che il 14 marzo compirà 12 anni, e i parenti prossimi, oltre ai tanti amici che gli stanno vicino da quella maledetta notte, quando sono morti la moglie Stefania Catanzaro, 34 anni, il figlio Federico di 15 anni, e la piccola Rachele di 1 anno; i genitori di Giordano, Antonino di 69 anni, e la moglie Matilde Comito di 57. Ed ancora, la sorella Monia Giordano, 40 anni,  il figlio della donna, Francesco, di 3 anni, il fratello di Giuseppe Marco, 32 anni, oltre alla nonna del piccolo Francesco, Nunzia Flamia, di 65 anni. Una strage forse dimenticata troppo presto al di là delle indagini che sono in corso e che accerteranno i colpevoli.

“Passati i primi giorni, nessuno delle istituzioni ci ha contattato per sapere se abbiamo bisogno di qualcosa, se mangiamo, come stiamo. Per fortuna sia i miei familiari che quelli di mia moglie, tutti i parenti rimasti, ci sono vicini, così come i tanti amici che mi stanno dando affetto e non mi lasciano mai solo”, confessa Giuseppe Giordano, che aveva affittato quella villetta, diventata la tomba dei suoi familiari, “per 4 mila all’anno”, come tiene a sottolineare.

“Adesso non abitiamo più nella casa di famiglia, io ora vivo per Asia, che frequenta la seconda media, ha cambiato scuola e sta in classe con una cuginetta, lei è forte e tra compiti, amichette e svaghi si cerca di trasmetterle serenità, ma la nostra vita è completamente cambiata – racconta Giuseppe Giordano, per gli amici “Cirino” -. Penso sempre a mio figlio Federico, frequentava l’istituto professionale per diventare meccanico, con lui stavamo crescendo assieme, il suo scooter è qua in negozio, come me aveva una passione matta per i motori, e poi Rachele alla quale avevo comprato la minismart per giocare”.

E le festività in arrivo saranno un momento difficile. “Il Natale e le festività non esisteranno più, il vuoto è immenso, totale, la sensazione di sentirsi sprofondato, per sempre, perché dal quel terribile sabato ormai tutte le notti sono insonni”, aggiunge Giordano.  “Cosa ho vissuto e cosa vivo ogni giorno non si può spiegare, non c’è più vita quotidiana, quello che sto sopportando nessuno riuscirà mai a comprenderlo, spero solo che quanto accaduto a me non succeda mai più a nessuno. A causa della burocrazia ho pagato il conto io con la famiglia distrutta, anzi con la razza estinta”, conclude Giuseppe Giordano.

Sabato uno spettacolo per Asia e Manuela

Spettacolo per Asia Giordano, la figlia di Giuseppe, e Manuela Righoo, le due bambine rimaste orfane a causa della tragedia avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 novembre a Casteldaccia, con la esondazione del torrente Milicia. “Silent Night” è una favola natalizia per grandi e piccini, portata in scena dall’Associazione Teatro e Vita: l’appuntamento è sabato 15, alle 21,  e domenica 16, alle 18, al Teatro S. Eugenio, in piazza Europa, a Palermo.

Il regista Giuseppe Celesia e tutta la compagnia teatrale, dopo i tragici eventi, hanno pensato di fare qualcosa di concreto per testimoniare la loro vicinanza ai sopravvissuti. Da qui l’idea di devolvere parte dell’incasso della serata di sabato 15 a Giuseppe Giordano, alla figlia Asia, che saranno ospiti in sala, e al cognato Luca Rughoo e alla figlia Manuela.

Lo spettacolo vuole trasmettere un messaggio di pace e di fratellanza, non solo contro le guerre, ma anche contro ogni tipo di violenza e discriminazione. Uno spettacolo emozionante e coinvolgente che vede in scena 5 attori-cantanti e 2 ballerini, che regaleranno spunti di riflessioni, allegrie ed emozioni forti.

Sulla piattaforma GoFoudMe, dai giorni successivi alla tragedia è stata anche promossa una raccolta fondi per aiutare la piccola Asia e la cugina Manuela con l’intento di  finanziare la scuola e la formazione della due bambine o qualsiasi altra cosa possa essere loro utile. La raccolta ha già avuto grande successo grazie alla generosità della gente comune che ha contribuito con un gesto piccolo ma concreto. La condivisione di personaggi amati dal pubblico, come Tiziano Ferro, ha dato grande risalto: il cantante ha pubblicato sulle sue pagine social la campagna e, oltre a donare personalmente, ha chiesto ai suoi follower di fare altrettanto. La somma raccolta fino ad ora, di circa 3.600 euro, è già stata consegnata alla famiglia.