Trapani: il modello di mercato ittico promosso dai produttori della pesca

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Presentato al Macfrut 2022 di Rimini il libro sui Mercati Ittici 4.0, che racconta l’esperienza pilota del Mercato Ittico di Trapani gestito per 5 anni dalla Organizzazione di produttori della Pesca di Trapani. Di seguito riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Natale Amoroso, presidente dell’Organizzazione di Produttori della Pesca di Trapani.

“Sicilia, terra stupenda e patria del Gattopardo. Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è ancora una verità italiana e tanto siciliana: tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente.

Parlare di mercati agroalimentari 4.0 e quindi cercare di cambiare il mercato tradizionale in uno ultra moderno in versione 4° millennio è possibile dovunque e comunque? Il cambiamento presenta le stesse opportunità o la stessa minaccia in tutti i territori? Potrebbe accadere che l’innovatore non risulti propheta in terra propria? Sono, queste, riflessioni su esperienze vissute.

Il 10 febbraio 2014 l’Organizzazione di produttori della Pesca di Trapani inaugura l’apertura, dopo 5 anni di assenza, di un mercato ittico all’ingrosso, moderno, all’avanguardia, filoeuropeo, un fiore all’occhiello per il settore soprattutto per l’innovativo sistema di rintracciabilità del prodotto commercializzato, realizzato attraverso un portale web specialistico.

L’Organizzazione di produttori della Pesca investì nell’opera fondi propri, poiché il progetto era finanziato con le risorse comunitarie del Fep Sicilia 2007/2013 solo all’80%, ma, era una scommessa, e per spirito imprenditoriale si affrontò il rischio. La realizzazione dell’opera rappresentava un obiettivo importante per la collettività ed era intensamente auspicata dagli organi di controllo di settore (Capitaneria di porto, servizio sanitario locale, carabinieri, annona e guardia di finanza) che si trovavano in difficoltà per l’inesistenza di un luogo fisico dove si concentrasse il prodotto ittico e quindi anche le transazioni della quasi totalità degli operatori commerciali. Ricordiamo ancora i plausi e gli apprezzamenti da parte delle istituzioni ed i riconoscimenti poiché un ente privato era stato in grado di realizzare un’opera per la collettività per espletare un servizio di carattere pubblico e di interesse economico generale.

Ma le cose non vanno per il verso giusto. Inaspettatamente, dopo solo pochi mesi dall’avvio dell’esercizio, iniziano le difficoltà operative. Le regole europee minime, in vigore da anni, per la commercializzazione del prodotto ittico, all’interno del Mercato vengono avvertite come fastidiose “novità”, pur essendo le stesse norme che applicate dalle forze dell’ordine in sede di controllo ordinario all’esterno della struttura di mercato. In buona sostanza la “troppo elevata regolamentazione” del settore diventa la motivazione per cui il Mercato ittico all’ingrosso di Trapani dovesse essere boicottato dagli operatori. Cosa più grave, senza che gli stessi organi deputati al controllo ed alla salute pubblica facessero nessun intervento contro il manifestarsi di questa assurda situazione.

L’Organizzazione di produttori della Pesca, dopo il mancato rinnovo della concessione da parte del Comune di Trapani, scaduti i cinque anni contrattuali, a fatica e con danni economici importanti, conclude il ciclo di gestione. La vicenda adesso ha degli strascichi giudiziari, poiché la l’Organizzazione di produttori della Pesca ha citato in giudizio la Capitaneria di Porto di Trapani e lo stesso Comune di Trapani per inadempienze contrattuali ed extracontrattuali. La giustizia farà il suo corso e si spera che sia riconosciuta nei giusti termini.

Il caso inizialmente suscitò scalpore ma poi, in ottica gattopardesca, si spense tutto, con il risultato che dal 2019 a Trapani non esiste più un Mercato ittico all’ingrosso, e da quanto si comprende non è intenzione della amministrazione comunale rimetterlo in funzione. Sul territorio l’assenza risulta pesante, non esiste un luogo fisico di incontro tra domanda e offerta di prodotto ittico di cui la filiera ha bisogno e che costringe pescherie e ristoranti a comprare a prezzi molto elevati. Ma forse tutto questo segue altre linee logiche, che i comuni mortali non percepiscono.

L’Organizzazione di produttori della Pesca ha preso spunto per realizzare il progetto “Nemo propheta in Europa”, titolo emblematico e scelto per mettere in chiara evidenza due facce di una stessa medaglia: da un lato la ricerca incessante della tutela del consumatore finale di prodotti ittici, che attraverso un mercato ittico all’ingrosso risulta garantita, dall’altro la difficoltà operativa a raggiungerla, anche in contesti dove potevano sussistere le condizioni di attuazione, essendo comunque la finalità del progetto quella di diffondere il concetto di eccellenza Siciliana.

Lo staff dell’Organizzazione di produttori della Pesca ha realizzato una serie di eventi in tutta la Sicilia, svolgendo un programma di incontri/workshop di sensibilizzazione rivolti agli istituti scolastici sul tema “mangiare pesce siciliano, di stagione, rintracciabile”. Unendo tradizione ed innovazione, “Nemo propheta in Europa” ha suggerito un nuovo modo di concepire la filiera ittica siciliana anche attraverso la promozione di un nuovo modello di consumatore consapevole e responsabile.

Tracciabilità, conoscenza del pescato e stagionalità hanno costituito i punti cardine per promuovere e valorizzare il pescato siciliano, e destinatari primari dell’iniziativa sono state le nuove generazioni. Il progetto, infatti, ha previsto il coinvolgimento di strutture scolastiche della Regione Siciliana, una per provincia ed il segmento degli alunni presi in considerazione è stato quello delle classi di 5^ elementare e 1^ media.

Una campagna di promozione dei prodotti della pesca della Regione Siciliana, attraverso l’utilizzo del modello di commercializzazione di eccellenza sviluppato presso il Mercato Ittico all’ingrosso di Trapani, che per mezzo della realizzazione di un sistema di tracciabilità a tutela dei consumatori era in grado di rispondere a tutte le prescrizioni previste dai regolamenti comunitari vigenti.

Il risultato che è emerso con chiarezza alla fine del progetto è stato quello che il territorio siciliano ha fame di legalità e i mercati ittici all’ingrosso rappresentano un mezzo indiscutibile per raggiungerla, ma, se non esiste la collaborazione con le istituzioni pubbliche qualsiasi progetto risulta in salita. Di un Mercato 4.0 Trapani ha bisogno. L’Organizzazione di produttori della Pesca nel 2014 aveva generato una struttura all’avanguardia, forse troppo per il settore e per il contesto siciliano, poi la scarsa capacità di programmazione e la miopia politica del territorio hanno consumato lo scempio di eliminare una fonte di legalità.

Se il progetto del Mercato Ittico all’ingrosso non ha soddisfatto le aspettative economiche dell’Organizzazione di produttori della Pesca, l’esperienza maturata ha arricchito la governance e si riscontrano anno dopo anno dei risultati. Tra i più importanti, sicuramente quello di essere stati da esempio per altri mercati ittici all’ingrosso.

Nel 2017 il progetto del Mercato ittico di Siracusa prese spunto dal Mercato Ittico di Trapani. Più volte i dirigenti del Comune di Siracusa si sono recati in trasferta a Trapani per informazioni in merito alla gestione di un mercato Ittico. Il progetto del Mercato Ittico all’ingrosso di Siracusa è stato finanziato per una spesa totale di 3,3 milioni di euro con i Fondi Europei (Feamp 2014/2020).

Nel 2015 in Colombia, a Bogotà, l’Organizzazione di Produttori della pesca di Trapani ha firmato la carta di intenti nel settore della pesca e dell’acquacoltura con il Servicio Nacional de Aprendizaje. L’accordo, unico per tipologia siglato fino ad oggi tra Italia e Colombia per il settore della pesca e dell’acquacoltura, prevedeva una collaborazione bilaterale internazionale concentrata nel trasferimento di conoscenza, tecnologia, buone pratiche. L’Organizzazione di produttori della Pesca della pesca di Trapani con la sua consolidata esperienza nel settore ha promosso la realizzazione di un piano di gestione della pesca artigianale sostenibile nel Golfo de Morrosquillo, situato nel sud del Mar dei Caraibi, sulla costa settentrionale della Colombia, tra i dipartimenti di Sucre e Cordoba. Il piano di gestione della pesca mirava al raggiungimento di una pesca artigianale sostenibile con azioni mirate alla diversificazione del pescatore artigianale colombiano, valorizzazione delle specie ittiche tradizionali e miglioramento della tracciabilità dei prodotti della pesca colombiani attraverso la realizzazione di un sistema di etichettatura all’avanguardia a tutela del consumatore.

Sicuramente gli accordi ed i riconoscimenti raggiunti sono stati le soddisfazioni che hanno compensato le tante delusioni, e ancora oggi in Italia notiamo che la etichetta del Mercato Ittico all’ingrosso di Trapani gestito dall’Organizzazione di produttori della Pesca ed ideata nell’anno 2014 risulta essere quella più citata come esempio da accademici ed esperti della materia di pesca. Se Tomasi di Lampedusa non avesse scritto il “Gattopardo” il Mercato Ittico all’ingrosso di Trapani sarebbe ancora aperto”.