Trapani: l’attico comprato a Roma dall’ex vescovo Miccichè coi soldi dei bambini malati

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I soldi destinati ai bambini autistici e malati oncologici sarebbero stati spesi per comprare un attico di 210 metri quadrati in via San Nicola da Tolentino, nel centro di Roma. Il denaro, 800 mila euro, sarebbe stato sottratto a un ente morale, la Fondazione Campanile, e utilizzato per fini privati dall’ex vescovo di Trapani, Francesco Miccichè.

La vicenda, come racconta il quotidiano la Repubblica, emerge dall’inchiesta della Procura trapanese che coinvolge l’alto prelato. Il monsignore nel 2012 è stato sollevato dall’incarico quando si seppe dell’indagine per un ammanco milionario nei conti della diocesi. Miccichè, indagato per appropriazione indebita e malversazione dei fondi dell’8 per mille, nel frattempo si è trasferito a Roma dove serve messa alla Confraternita dei siciliani. Lui si difende: “Ho scoperto la pericolosità di una mafia ecclesiastica non meno potente, insidiosa e nefasta della mafia che il sistema giudiziario in Italia è impegnato a contrastare”.

L’indagine su Miccichè era stata chiusa dai pm trapanesi a marzo scorso. L’alto prelato era stato già rimosso dall’incarico due anni fa per le accuse di appropriazione indebita e malversazione che ruotavano attorno alla gestione poco trasparente dei fondi dell’8 per mille di cui Miccicè – secondo l’ipotesi accusatoria – si sarebbe in parte appropriato.

Dopo una lunga indagine – è durata quattro anni – che si è intrecciata con altre inchieste sulla gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati da parte di un insieme di cooperative e associazioni che fanno capo alla Caritas e con l’inchiesta sulla massoneria, la procura di Trapani aveva notificato a Miccichè un avviso di conclusione delle indagini anche per il reato di diffamazione e calunnia nei confronti di un altro sacerdote, don Antonino Treppiedi.

Treppiedi, che in un primo tempo era stato indicato dal vescovo come il responsabile degli ammanchi in Curia, poi è riuscito a dimostrare la sua estraneità e, prosciolto da ogni accusa, è diventato un teste d’accusa nei confronti di Miccichè. L’ex vescovo di Trapani è stato già rinviato a giudizio per l’accusa diffamazione a giugno scorso. (ANSA).