Trapani, turista morto in B&b: quattro indagati per omicidio colposo

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camera penale di palermo

Concluse le indagini sulla morte del 42enne turista toscano Fabio Maccheroni, deceduto ad agosto all’interno di una camera del Bed & Breakfast “Orchidea, nel centro storico di Trapani. Quattro gli indagati. In gravi condizioni era stato ricoverato l’amico pisano.

Sotto accusa era stato messo il monossido di carbonio sprigionato dalla canna fumaria mal funzionante di un panificio al piano terra dello stabile. Già allora erano stati indagati come atto dovuto per omicidio colposo la titolare del b&b, i genitori della donna, proprietari dell’immobile che ospita la struttura ricettiva, e il gestore del panificio.

I quattro indagati, oltre che di omicidio colposo, devono rispondere del reato di lesioni gravissime procurate ad Alessio Menicucci, il 36enne compagno di viaggio del Maccheroni. Gli indagati sono il titolare del panificio situato sotto la struttura ricettiva, i proprietari del B&B, marito e moglie, e la loro figlia: era stata proprio quest’ultima, nella tarda mattinata del 16 agosto a trovare Maccheroni privo di sensi e Menicucci in stato agonizzante.

La donna, non avendo visto scendere dalla camera i due turisti, con cui aveva preso accordi per la colazione, aveva deciso di andare a controllare se fossero ancora in stanza, facendo così la terribile scoperta. La signora aveva immediatamente avvertito i soccorsi. Il personale del 118, giunto sul posto, aveva provveduto al trasporto in ospedale del Menicucci, trovato in gravissime condizioni, mentre per il suo amico non aveva potuto far altro che constatarne il decesso.

Già l’autopsia, svolta nei giorni successivi, aveva consentito di accertare quale causa della morte l’elevata assunzione di monossido di carbonio. Le indagini, coordinate dal Pm Rossana Penna e svolte dai carabinieri di Trapani con l’ausilio dei consulenti tecnici dell’Università di Palermo, hanno permesso di confermare le cause della morte, facendo emergere le responsabilita’, a vario titolo, a carico degli indagati, tutti a conoscenza – secondo gli inquirenti – dell’irregolarita’ della canna fumaria del forno e del suo anomalo funzionamento.