Trasporti pubblici: la Regione Siciliana senza soldi taglia i fondi, polemiche

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La Regione Siciliana è senza soldi e ha deciso di tagliare i fondi per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Una decisione necessaria finché il governo nazionale non accetterà di spalmare su trent’anni il disavanzo di Palazzo d’Orlèans di oltre mezzo miliardo di euro. I tagli del 47,34% partiranno già dal prossimo primo luglio.

“Se la Regione confermerà il taglio di sette milioni di euro all’Amat, da luglio il trasporto pubblico locale di Palermo sarà alla paralisi: tram fermi, linee degli autobus ridotte, potenziamento estivo dei servizi in fumo. Una tragedia vera e propria per la nostra città, a cui si aggiungeranno quelle degli altri comuni e del trasporto extraurbano di tutta l’Isola”. Lo dice Dario Chinnici, capogruppo del Pd al consiglio comunale di Palermo, commentando la nota con cui l’assessorato regionale ai Trasporti ha comunicato il congelamento in via prudenziale del 47% del corrispettivo per il trasporto urbano ed extraurbano. “Il Governo Musumeci – aggiunge – fermi questa follia e ritiri il provvedimento che congela dal primo luglio 48 milioni per il comparto di tutta la Regione: un atto scellerato, la cui responsabilità cade anche sul governo Conte che continua a ignorare la Sicilia”.

Sinistra Comune contro i tagli

“Manifestiamo tutta la nostra preoccupazione per il taglio annunciato dalla Regione al trasporto pubblico regionale. L’intervento si aggiunge alle cospicue riduzioni degli anni precedenti e mette a repentaglio le politiche del Comune di Palermo e delle altre province per garantire un servizio efficiente alla collettività. La pessima gestione delle risorse regionali negli anni passati non può trasformarsi in scelta punitiva da parte del governo nazionale per le cittadine ed i cittadini”. E’ quanto afferma in una nota il gruppo di Sinistra Comune al Comune di Palermo. “E’ evidente che le continue politiche di tagli da una parte e di accantonamenti dall’altra – prosegue il comunicato-, rischiano di obbligare i comuni a scelte di privatizzazione di servizi fondamentali come quelli del trasporto. E’ necessario che i comuni chiedano l’apertura di un dialogo col governo”.

Sabrina Figuccia contro Orlando e Catania

“Sentire l’assessore Catania parlare di rischio per l’Amat oggi appare come una contraddizione in termini”. Ad affermarlo è Sabrina Figuccia, consigliere comunale Udc al Comune di Palermo, che commenta così la notizia dei tagli della Regione sul trasporto pubblico. “Ad affossare la partecipata di via Roccazzo sono state proprio le scelte scellerate di questa amministrazione comunale – aggiunge Figuccia a partire dal tram, già nato su un binario morto. Tutti lo sapevano sin dal suo concepimento, ideato negli anni ’90 e maldestramente realizzato dopo moltissimi anni da Orlando, il tram ha smarrito la sua utilità strada facendo, fino al punto di diventare un inutile costo per le precarie casse dell’Amat”. “Oggi invece di attribuire colpe alla Regione o al governo nazionale – afferma Figuccia -, Orlando e Catania sarebbero politicamente più onesti, se si assumessero le proprie responsabilità nei confronti dell’azienda di trasporto pubblico locale, partendo da un contratto di servizio mai veramente rivisitato, per arrivare all’esperimento ztl giocato tutto sulla pelle dei cittadini da un lato e dei lavoratori Amat dall’altro”.

Interviene anche Ruisi, Trasportatori e logistica di Confcommercio Palermo

“Ancora una volta assistiamo ad un taglio da parte del governo regionale e questa volta a subire la “ghigliottina” è il settore dei trasporti come se già non ci fossero abbastanza problemi, come quelli annosi e raccontati quotidianamente dai disagi legati alla viabilità in Sicilia”. Lo afferma Daniele Ruisi, presidente dell’Associazione Trasportatori e logistica di Confcommercio Palermo, con riferimento al taglio annunciato dalla Regione al trasporto pubblico regionale. “Il taglio – aggiunge Ruisi – avverrà nell’ambito del trasporto pubblico, ma prevediamo che l’effetto a catena che ne subirà l’intera rete sarà devastante. Ricordiamo che le nostre strade ed autostrade sono già tra le peggiori d’Europa, noi di Confcommercio Trasporto siamo pronti ad aprire un tavolo tecnico in cui si pongano tutte le questioni e che punti alla risoluzione dei problemi di un settore che è sempre più penalizzato”, conclude Ruisi.