Travolta e uccisa in via Libertà, Sclafani resta in carcere

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Resta in carcere Pietro Sclafani, il cinquantenne palermitano che il 17 maggio scorso ha travolto e ucciso in via Libertà Tania Valguarnera, fuggendo subito dopo. E’ accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

Sclafani era stato arrestato poco dopo l’incidente, rintracciato anche grazie alle testimonianze di passanti e colleghi di Tania che avevano assistito alla scena e annotato la targa del furgoncino. Il giudice ha rigettato la richiesta di domiciliari fatta dai legali, gli avvocati Ninni Reina e Marco Lo Giudice, sostenendo che a carico dell’indagato sussistono ancora il pericolo di fuga e i gravi indizi di colpevolezza.

La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dalla polizia municipale e dai carabinieri: quando è stata investita, Tania Valguarnera si stava recando al lavoro, nella sede del call center Almaviva in via Cordova. Travolta dal furgone, è morta sul colpo.
L’esito dei primi test, secondo i quali Sclafani sarebbe stato sotto effetto di sostanze stupefacenti, è stato smentito da successive perizie richieste dallo stesso pm. Ed è venuta meno anche l’ipotesi che l’uomo stesse parlando al cellulare al momento dell’impatto: l’orologio della videocamera che ha ripreso l’incidente era indietro di oltre un’ora. Quindi l’automobilista, il cui cellulare è stato visionato e sequestrato, avrebbe chiuso l’ultima conversazione due minuti prima dell’impatto.

Contro la decisione del giudice monocratico di rigettare l’istanza di arresti domiciliari i legali presenteranno ricorso al tribunale della libertà. Secondo i difensori, essendo caduta l’aggravante della droga, i domiciliari sarebbero una misura cautelare sufficiente. I legali ritengono inoltre che Sclafani non avesse superato il limite di velocità e che le condizioni di visibilità fossero limitate, visto il maltempo. Non sussisterebbero, poi, secondo i penalisti, né il rischio di reiterazione del reato, trattandosi di un fatto colposo, né il pericolo di fuga. Sclafani, infatti, nella loro ricostruzione dell’incidente, non sarebbe fuggito dopo avere travolto la donna, ma avrebbe accostato il furgone e sarebbe rimasto in via Libertà per dieci minuti anche dopo l’arrivo di tre volanti della polizia. Sarebbe stato lui, infine, a far chiamare il 118. Il processo è stato rinviato al 2 luglio, data in cui la difesa dovrà decidere se optare per un patteggiamento, per l’abbreviato o per il giudizio ordinario.
Una prima richiesta di patteggiare la pena a 3 anni era stata già avanzata dai legali di Sclafani, ma la Procura non ha dato il consenso.