Tredici tipi di birre artigianali tutte diverse, dalla passione tra amici a Ballarak

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La più venduta è la Trappist 1, poi ci sono la Sex Pils, la Avantgarde, la Opera, la Glitch, ed altre otto tipologie diverse. La passione della produzione di birra artigianale coltivata da tre giovani siciliani è diventata, in soli tre anni, attività imprenditoriale con il brewpub, dove si produce, un birrificio-birreria nel cuore di Ballarò, dove è anche possibile mangiare roba tosta, e da luglio dell’anno scorso anche “Ballarak alla Magione”, il secondo locale nel quartiere del centro storico, dove vissero da bambini Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

In un magazzino di via Saladino, che un tempo era sede dell’antica tipografia Renna, tra le più conosciute a Palermo, da tre anni è nato “Ballarak”, il microbirrificio regno di luppoli, malti e lieviti.  Due brewpub, che vendono 3-4 mila litri di birra al mese, solo di produzione artigianale e danno lavoro a 8 dipendenti oltre ai tre soci fondatori.

I protagonisti di questa storia di passione per la birra che diventa impresa sono Eugenio Ricca, 33 anni di Modica, studi universitari in Medicina e Ingegneria non conclusi, Michele Catalano 33 anni, laurea in Scienze della comunicazione, Alessio Cutro, che si deve laureare in Architettura, 32 anni, palermitani.

“Siamo partiti in quattro, oggi siamo tre soci che condividono le stesse idee e le stesse passioni – dice Ricca, l’ispiratore di un sodalizio nato per caso -. Ho studiato all’Università di Padova, ma volevo fare la birra, quindi sono tornato a casa a Modica, ho comprato l’attrezzatura con un investimento di circa 3.500 euro e da solo ho realizzato un impianto per la produzione di birra da 60 litri, un modo per iniziare a sperimentare le mie idee di birre artigianali, assolutamente diverse da quelle commerciali, fatte con le materie prime luppolo, malto di cereali, lievito e acqua, gli ingredienti fondamentali. Poi le birre di mia produzione le portavo in giro nei concorsi e in una di queste competizioni tra “homebrewers” ho incontrato gli altri soci, che poco tempo dopo ho invitato a casa mia a Modica. E da lì, dalla condivisione della stessa passione è iniziato il progetto Ballarak, che per trovare concretezza ha avuto bisogno di un anno”.

Il “brewpub” è stato realizzato anche grazie a una banca che, credendo nel progetto, ha erogato un prestito ai tre giovani siciliani. Un scommessa che è stata vinta a Ballarò nel cuore della vecchia Palermo. “A gennaio 2016 – dice Eugenio – abbiamo trovato questo spazio che ci è piaciuto molto, avevamo qualche perplessità ma eravamo convinti che il centro storico stava davvero cambiando, siamo stati accolti bene dalla comunità locale, non abbiamo mai avuto problemi, tra l’altro aderiamo all’associazione Sos Ballarò e anche ad Addiopizzo.

Oggi Ballarak produce 13 birre, con aromi e gusti differenti, per veri intenditori ma anche per i curiosi della bevanda che possono avvicinarsi alla cultura della produzione con l’Accademia della birra che hanno fondato i tre soci, un luogo in cui si condivide la passione e si dà spazio alle idee. “All’inizio siamo partiti con quattro tipologie fino ad arrivare oltre la dozzina – spiega Eugenio -. E’ chiaro che gli stili classici della birra li lasciamo ai grossi birrifici, noi ci differenziamo perché produciamo un prodotto diverso guardando alla tradizione. Seguiamo il filone belga, che si distingue per la preminenza di malto e lievito, quello statunitense con la forza del luppolo e quello tedesco, dove c’è equilibrio tra luppolo, malto e lievito. Ad accompagnare le nostre birre, che vanno dai 3 euro e 50 ai 4 euro per il bicchiere da 33 ml, sono i piatti forti, in prevalenza le carni, con sapori decisi. Un mix tutto da scoprire”, conclude Ricca. (Ansa)