Truffa alle assicurazioni, operazione Contra Fides della Guardia di finanza

0
117
operazione contra fides

Operazione Contra Fides della Guardia di finanza, otto persone arrestate nell’ambito dell’indagine sui finti sinistri a Palermo. In parallelo a Tantalo 2, l’operazione delle fiamme gialle ha portato in carcere 8 soggetti accusati di associazione a delinquere, truffa aggravata, lesioni aggravate, usura, estorsione, peculato e reimpiego. I provvedimenti sono stati emessi emessi dalla Procura della Repubblica di Palermo.

Le indagini hanno consentito di delineare le condotte di un gruppo criminale dedito alla
commissione di gravi reati, nonché a pianificare ed inscenare falsi incidenti stradali che
consentivano – ai membri dei gruppi criminali individuati – di ottenere ingenti risarcimenti
per gravissimi danni fisici dolosamente e crudelmente procurati a soggetti compiacenti
che si prestavano anche a gravi menomazioni fisiche per far fronte anche al minimo
sostentamento quotidiano.

A fronte degli “spiccioli” alle vittime, le organizzazioni criminali, che si sono avvalse delle
prestazioni di compiacenti professionisti, intascavano importanti rimborsi assicurativi: in
tantissimi casi di elevatissimo importo, connesso alla gravità delle menomazioni fisiche ed
al grado di invalidità – in alcuni casi permanente – arrecato alle vittime.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno messo in
luce uno spaccato criminale variegato, fatto di “reclutatori” che agganciavano le vittime tra
le fasce più deboli della società; di “ideatori” che individuavano luoghi non vigilati da
telecamere, veicoli per inscenare gli eventi e falsi testimoni; di “boia-spaccaossa” che
procedevano alle materiali lesioni fisiche degli arti superiori ed inferiori (ai quali gli indagati
si riferivano convenzionalmente come “primo piano e piano terra”); di medici compiacenti
che firmavano perizie mediche di parte; di centri fisioterapici che attestavano cure alle
vittime ma mai effettivamente somministrate; di strutture criminali più organizzate che
acquistavano le “pratiche” mettendo al lavoro avvocati o sedicenti tali e studi di
infortunistica stradale che gestivano poi il conseguente iter finalizzato al risarcimento.

Nel danaroso business illecito, i vertici dei vari gruppi criminali mantenevano rapporti di
mutua assistenza e solidarietà, prestandosi – vicendevolmente – i propri “boia-spaccaossa”
a seconda della impellenza del momento: le strutture delinquenziali individuate – seppur
autonomamente costituite, promosse ed organizzate – operano nello stesso settore, senza interferire nei rispettivi affari ma dividendosi i proventi illeciti derivanti dai falsi sinistri
stradali distintamente organizzati.

Altri gruppi criminali hanno invece mostrato una visione più strategica ed una vocazione
marcatamente “imprenditoriale”, preferendo acquistare il “pacchetto” delle menomazioni
per poi gestire la pratica sino alla liquidazione del rimborso assicurativo.

Accertata poi una nuova tipologia di truffa, avente ad oggetto l’ideazione ed esecuzione di
falsi sinistri, perpetrata – non più su pubbliche vie – ma a bordo di navi con percorrenza
nazionale, ove venivano inflitte le menomazioni fisiche a vittime consenzienti.
Un giro di affari vorticoso: oltre ai casi in contestazioni, le indagini hanno accertato
truffe o presunte tali per oltre 1,6 milioni di euro (quasi tutte le compagnie
assicurative risultano danneggiate).

Gli investigatori della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria palermitana
mettono così un freno ai danni economici al Servizio Sanitario Nazionale ed alle casse
dello Stato, con una serie di costi che si ripercuotono sulla collettività in considerazione
delle forme agevolative e/o indennità dovute a chi riporta menomazioni e/o danni gravi e
permanenti che impediranno di adempiere alle normali occupazioni giornaliere.

Unitamente alle misure cautelari personali, all’esito di complesse e articolate investigazioni
economico – finanziarie, è stata ricostruita la capacità contributiva lecita dei soggetti aventi
ruolo apicale in seno alle organizzazioni criminali, che risultava assai modesta rispetto
all’effettivo tenore di vita condotta.

Tale ingiustificata sproporzione è stata posta alla base di un ulteriore provvedimento di
sequestro emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo al quale si è
dato corso e con il quale sono state sottoposte a sequestro tre società, tra le quali
spiccano un bar e centro scommesse, un natante da diporto munito di due potenti motori
fuoribordo, due autovetture, di cui una Porsche Macan, una moto di grossa cilindrata,
nonché numerosi conti correnti bancari, polizze vita e liquidità per un valore complessivo
di stima di oltre mezzo milione di euro.

Sulla scorta degli elementi probatori raccolti, in data odierna, su delega della
Procura della Repubblica di Palermo, con una vasta operazione di p.g. che ha visto
l’impiego di oltre 200 uomini delle tra fiamme gialle di Palermo e di Lecce e con il
supporto operativo del Nucleo Investigativo centrale della Polizia Penitenziaria di Roma e
del Nucleo Investigativo Regionale di Palermo, hanno proceduto alla cattura di 8 persone,
coinvolte – a vario titolo – nei gravi fatti-reato, in un’attività che vede indagate a vario titolo
diverse persone, fra pregiudicati, professionisti e dipendenti di strutture ospedaliere.
Contestualmente all’esecuzione delle catture, sono in corso di esecuzione numerose
perquisizioni in città e provincia.

Altri tre soggetti indagati sono stati catturati nell’ambito di un ulteriore provvedimento di
fermo di p.g., nel quale confluivano elementi investigativi raccolti nel corso delle indagini,
emesso dalla medesima autorità giudiziaria palermitana e delegato per l’esecuzione alla
squadra mobile di Palermo della polizia di Stato.
L’odierna operazione di servizio, condotta dalle fiamme gialle in stretta sinergia con gli
uomini della Polizia penitenziaria, si inserisce nel più ampio dispositivo realizzato sul
territorio dalla Guardia di finanza a tutela della collettività, grazie alla conclusione di
un’azione portata avanti con immediatezza ed efficacia nell’ambito delle proprie peculiari
attribuzioni di forza di polizia economico-finanziaria.

I risvolti sociali correlati all’attenta quanto incisiva azione repressiva di oggi sono da
individuarsi in condotte criminali particolarmente invise all’opinione pubblica. L’operazione,
che con metodo ed efficacia ha inferto un risolutivo colpo all’organizzazione, disarticolando
un modus operandi consolidato che ha permesso il conseguimento di una remunerativa
attività criminale che ha senz’altro contribuito ad un’alterazione dei costi assicurativi a
danno degli assicurati leali e corretti.