Truffa sui finanziamenti Ue e regionali scoperta dalle fiamme gialle

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furbetti del cartellino a siracusa

Una truffa sui finanziamenti Ue e regionali per oltre un milione di euro è stata scoperta dalla guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. Otto le persone denunciate per truffa aggravata. Contestualmente il gip di Patti Ugo Domenico Molina ha disposto un provvedimento di sequestro per equivalente.

L’indagine delle fiamme gialle ha tratto origine da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un soggetto economico operante nel settore della vendita di elettrodomestici ed elettronica nei centri tirrenici di Sant’Agata di Militello e Santo Stefano di Camastra. I militari della guardia di Finanza hanno focalizzato la loro attenzione su alcune fatture d’acquisto di tale impresa, che erano state emesse da un’altra società con sede in Sant’Agata di Militello, apparsa palesemente inconsistente, tanto da risultare poi inesistente e di fatto completamente “gestita” dallo stesso rivenditore oggetto di verifica.

A seguito di ulteriori approfondimenti, quest’ultimo è risultato essere beneficiario di due ingenti contributi pubblici previsti per il miglioramento della propria attività. Invece, come emerso dalle indagini, avrebbe utilizzato le fatture false per giustificare i costi che era necessario rendicontare per ottenere i finanziamenti.

I successivi sviluppi dell’indagine hanno portato ad identificare altri soggetti economici, alcuni dei quali con sede in Sicilia, sia nell’hinterland nebroideo che a Palermo, ed altri in Calabria, nella zona della locride, che erano coinvolti nell’attività di frode.

Avrebbero realizzato un consistente giro di fatture non veritiere relative all’esecuzione di lavori edili. I documenti contabili erano, invece, stati redatti per gonfiare i costi ed in alcuni casi per certificare prestazioni mai eseguite, col solo fine di permettere al gestore della citata attività alberghiera di rendicontare spese più alte del reale per ottenere i contributi pubblici.

L’accusa a carico degli indagati è truffa aggravata ai danni dello Stato. I finanzieri di Sant’Agata, inoltre, hanno posto sotto sequestro per equivalente sei unità immobiliari per un valore di oltre 535mila euro nonché la somma di 165mila euro depositata nei conti correnti bancari e postali di due degli indagati. Particolarmente significativa la circostanza relativa al blocco dell’ultima parte del finanziamento pubblico, pari a ben 400mila euro e la cui concessione era prevista per la fine del mese di gennaio, reso possibile dal tempestivo intervento ispettivo della guardia di Finanza, che ha sequestrato anche tale somma.