Tv: Rai Sicilia digitalizzerà 50 mila vecchie cassette d’archivio in tre anni

0
40

Cinquantamila cassette che contengono la storia di Rai Sicilia, telegiornali, trasmissioni, filmati, dal 1979 al 2014, nell’arco di tre anni saranno trasferite su 500 supporti digitali ad alta densità. E’ stata avviata la digitalizzazione della teca di Rai Sicilia, la prima redazione regionale digitalizzata.

Da poche ore, infatti, sono entrate a pieno regime le cosiddette ‘robotiche’ che stanno trasformando in file digitali le cassette registrate in oltre 40 anni di vita della redazione regionale della Tgr Sicilia.

“Si tratta di un immenso patrimonio di storie e testimonianze che sarà innanzitutto salvato dal degrado del tempo e poi reso disponibile in digitale per le produzioni aziendali: Ma le cassette, che sono un patrimonio professionale e storico, resteranno nella nostra sede non verranno né alienate né distrutte”, ha spiegato Salvatore Cusimano, direttore della sede Rai Sicilia, che ha presentato il progetto nel pomeriggio, a Palermo, con il capo redattore della Tgr Sicilia Rino Cascio, i responsabili di Rai Teche Roberto Rossetto e Piero Gilotto, gli ingegneri Laurent Boch, del centro ricerche e innovazione della Rai di Torino, e Giorgio Baiocco di rai Teche e i funzionari che hanno ideato e finalizzato l’impianto.

Il Progetto tecnologico e il flusso di lavoro sono stati ideati e realizzati da direzione teche e Crits, in stretta collaborazione con la direzione Ict, Produzione Tv e Coordinamento sedi regionali ed estere. Attualmente nelle teche della Sicilia – Palermo e Catania – ci sono oltre 40 mila supporti, per più di 39 mila ore fra trasmissioni e girato. I formati vanno dal più antico Bvu al Beta, l’ultimo formato analogico utilizzato prima che l’avvento del digitale trasformasse profondamente il modello produttivo delle aziende multimediali.

L’infrastruttura, in grado di riversare 120 cassette al giorno, è destinata a costituire il polo di digitalizzazione del Sud Italia, per cui al termine della digitalizzazione dell’archivio siciliano, a Palermo saranno digitalizzati gli archivi di altre regioni del Mezzogiorno. Il progetto avrà anche la collaborazione del Cricd, iI Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione dei beni culturali della Regione Siciliana che contribuirà alla documentazione dei materiali. E’ allo studio anche una convenzione con l’Università di Palermo.

L’archivio di Rai Sicilia da digitalizzare conserva anche le 542 cassette del processo Andreotti, filmati che vanno dalla prima udienza del 1995 alla sentenza del 1999. Ma c’è la storia degli ultimi decenni che ha assegnato alla Sicilia pagine di rilevanza internazionale: dalla stagione dell’aggressione mafiosa, delle stragi del ’92, alla risposta dello Stato, all’esodo biblico dei migranti. Ed ancora, tutte le interviste, le immagini e i filmati di altrettanto grande valore come quelli riferibili alla vita culturale dell’Isola, ai suoi scrittori, ai suoi paesaggi e alla sua ricchezza monumentale.

Inoltre, della teca fanno parte immagini uniche come quelle delle eruzioni sull’Etna e sullo Stromboli, momenti storici come la vicenda del terremoto del Belìce e della mobilitazione popolare per la ricostruzione. Per non dire dei documentari girati da un giovane regista diventato premio Oscar, Giuseppe Tornatore. Sarà tutto digitalizzato. “Un archivio digitalizzato costituisce una miniera anche per le produzioni aziendali – ha spiegato il direttore di sede Salvatore Cusimano -. Un esempio per tutti, il più recente, la docufiction Maxi, in sei puntate, voluta da Rai Storia e fondata per la gran parte sui materiali di archivio registrati dalla sede in occasione dello storico primo maxiprocesso alla mafia del 1986-87 e digitalizzati sempre a Palermo all’inizio dello scorso anno”.

“La digitalizzazione permetterà anche ai nostri giornalisti di avere a disposizione questo tesoro, che è l’archivio Rai, in modo più fruibile – ha detto Rino Cascio, capo redattore di Rai Sicilia – è un grande salto di qualità per raccontare con una marcia in più i fatti quotidiani e la nostra storia”.

“Il materiale digitale – ha sottolineato Cusimano – sarà non soltanto a disposizione dell’azienda e dei suoi giornalisti, ma anche di tutti coloro che avendo un qualche interesse avranno bisogno di consultare il catalogo multimediale. Basterà contattare gli uffici per un appuntamento”.