Ucciso l’ambasciatore italiano in Congo e un carabiniere della scorta

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ambasciatore italiano in congo

Ucciso l’ambasciatore italiano in Congo e un carabiniere della scorta. L’attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite è avvenuto intorno alle 10  di questa mattina nei pressi di Goma, nella Repubblica democratica del Congo. A rimanere uccisi sono stati l’ambasciatore Luca Attanasio e il militare dell’Arma Vittorio Iacovacci, che era nel convoglio con il diplomatico. Il carabiniere, di 30 anni, in forza al 13° reggimento “Friuli Venezia Giulia”, era in servizio presso l’ambasciata italiana dal settembre del 2020 ed era specializzato nella scorta in aree a rischio.

Il convoglio di auto del convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo, secondo le prime ricostruzioni, è caduto in una imboscata ed è stato bersagliato da armi da fuoco leggere. Sono numerosi i gruppi terroristici che operano nella zona. Anche l’autista dell’auto è rimasto ucciso nell’attacco.  La regione del Nord-Kivu, dove si verificato il tragico evento, è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da ranger armati.

L’ambasciatore Luca Attanasio, 43 anni, era a Kinshasa dal 2017   ed era uno dei più giovani diplomatici  italiani nel mondo. Originario di Limbiate, in Lombardia, era stato insignito lo scorso anno del Premio internazionale per la pace di Nassiriya. Durante la sua carriera internazionale ha lavorato nelle ambasciate di Svizzera, Marocco e Nigeria prima di essere nominato, nel 2017, capo missione a Kinshasa. Lascia la moglie Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia”, attiva nelle zone più difficili del Congo in progetti umanitari.