Ugo Forello in tilt, audio imbarazzante sulla gestione di Addiopizzo

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forello e addiopizzo
Ugo Forello, foto di Silvia Scardino

Un audio imbarazza Ugo Forello e scatena nuovi veleni tra i grillini di Palermo a poco più di un mese dalle elezioni amministrative. A scatenare la polemica è la registrazione di una conversazione privata risalente all’estate scorsa tra alcuni deputati nazionali e uno degli esperti della comunicazione pentastellata.

L’audio è finito adesso sul web e sta diventando virale. Nella registrazione si lanciano accuse circostanziate ad Ugo Forello ed al suo modo di gestire l’associazione “Addiopizzo”, che ha fondato, ma da cui si è dimesso appena si è candidato. A essere registrata è la voce di Andrea Cottone, componente dello staff della comunicazione di M5S alla Camera ed ex componente di Addiopizzo. Dall’audio emerge che Cottone nel luglio 2016 si trova a Montecitorio per parlare con alcuni deputati, tra cui Riccardo Nuti, per il quale la Procura di recente ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta firme false. Ma anche altri deputati a lui vicini.

I parlamentari, avendo appreso dell’intenzione di Forello di candidarsi, chiedono informazioni a Cottone sul periodo in cui il giornalista collaborava ad Addiopizzo. E il giornalista racconta della gestione dell’associazione da parte di Forello. Si riferisce a “un circuito meraviglioso” per il quale “si convincono gli imprenditori a denunciare, si portano in questura e gli avvocati diventano automaticamente uno fra Forello e Salvatore Caradonna”.

Al processo Addiopizzo si costituisce parte civile “e viene difesa da quell’altro”. E fa riferimento ai rimborsi che poi ottengono come legali di parte civile. Cottone nell’audio, di cui oggi scrivono alcuni quotidiani locali, parla di una gestione “poco trasparente” dei fondi Pon. Si parla di almeno un milione di euro.

Forello parla di “falsità”, mentre Cottone preferisce non replicare. Parla, invece, Addiopizzo, attraverso una nota sul sito dell’associazione. E annuncia querele. Riccardo Nuti è sempre stato critico sulla candidatura di Ugo Forello. Nei mesi scorsi aveva anche parlato, in una intervista di “conflitto di interessi” del candidato.

“Lo staff, in autunno, ci chiese un parere e definimmo inopportuna la candidatura di Forello – aveva detto Nuti al cronista – da noi attaccato in Antimafia, nel giugno 2014. Per un conflitto di interessi simile a quello della Boschi per Banca Etruria. Da avvocato difendeva i commercianti con Addiopizzo, ma con la stessa organizzazione chiedevano i risarcimenti e stavano nella commissione ministeriale che assegnava i risarcimenti”.

Accuse che seguivano l’esposto, poi archiviato dal Gip, sulla procura manovrata e i rapporti tra Forello e i pm. Dopo l’indagine sulle presunte firme false raccolte in occasione delle scorse elezioni amministrative e le polemiche all’interno del movimento, adesso l’audio registrato scuote con nuovi veleni la campagna elettorale del M5S