Un’operazione congiunta tra carabinieri e polizia ha colpito al cuore la mafia

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E’ stata un’operazione congiunta tra carabinieri e polizia, quella che ha portato in carcere sette persone con l’accusa di far parte di cosa nostra. Ad entrare in azione all’alba sono stati i militari del Roni dei carabinieri (Roni è l’acronimo di Reparto operativo nucleo investigativo) e gli agenti della squadra mobile di Palermo.

Polizia e carabinieri hanno assestato un secondo duro colpo alle cosche palermitane che stavano tentando di riorganizzare le file.  Nel blitz in manette anche due nomi “eccellenti”, Leandro Greco, nipote di Michele e Calogero Lo Piccolo, figlio del boss di Tommaso Natale. “L’operazione di oggi è il frutto di una azione senza sosta della magistratura e delle forze dell’ordine su Palermo. Cupola 2.0 non è il pezzo finale del puzzle ma quello iniziale, la genesi anche per l’operazione odierna e che altri frutti potrà dare alle indagini – ha spiegato il colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei carabinieri -. Oltre ai 4 capi mandamenti fermati a dicembre, si aggiungono i due di oggi. Due giovani rispetto agli altri, anziani anagraficamente: vincolo di sangue, tradizione, famiglia continuano ad essere i principi a cui si ispira cosa nostra”.

Soddisfatto anche il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti: “E’ importante il coordinamento e la sinergia tra le forze di polizia. Noi ci stavamo occupando del mandamento di Tommaso Natale ed eravamo giunti alla ragionevole certezza del ruolo di vertice di Calogero Lo Piccolo. Con la condivisione degli elementi raccolti tra le forze di polizia giudiziaria e con il coordinamento della Procura si è raggiunto questo risultato”.