Vaccini: dopo le polemiche, a Corleone si dimette il sindaco Nicolò Nicolosi

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comune di corleone

Con una lettera inviata al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi ha comunicato di avere formalizzato le sue “irrevocabili dimissioni”. Le aveva annunciate domenica, dopo essere stato travolto dalle polemiche per essersi fatto somministrare la dose di vaccino anti-Covid e quella di richiamo, pur non essendo inserito nelle categorie previste. Ha deciso di abbandonare la poltrona di primo cittadino dopo l’elezione del 25 novembre 2018.

“Ho derogato consapevolmente a quanto dal governo della Regione stabilito con l’intento di richiamare l’attenzione dei soggetti decisori”, spiega nella lettera inviata a Palazzo d’Orleans. “Mi sono vaccinato – aggiunge – non per beneficiare di un privilegio, quanto per il dovere che ho avvertito di non essere costretto ad abbandonare il posto in trincea, dove stanno sempre tutti i sindaci, in particolare quando si combatte una strenua e difficile battaglia quale quella contro il virus”.

“I sindaci venivano e vengono ad oggi ignorati, salvo indicarli, quando serve, come primo avamposto dello Stato nei territori e nelle aree più marginali del Paese”. Il Comune adesso sarà affidato a un commissario straordinario, nominato dalla Regione Siciliana. Nicolosi aveva spiegato di aver ricevuto la prima dose di vaccino l’8 gennaio e la dose di richiamo il 31 gennaio.

Nicolò Nicolosi, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci della sanità provinciale, ha segnalato al presidente della Regione Musumeci e all’assessore alla Sanità Razza la necessità di equiparare i sindaci e gli amministratori locali agli operatori sanitari e quindi inserirli nella prima fascia dei soggetti da proteggere proprio per i compiti che sono chiamati ad assolvere anche in relazione alla tutela della salute della comunità amministrata. Nicolosi rivendica “la correttezza dettata dall’esigenza di quanto in premessa della scelta compiuta, sottolineando che egli non e’ mai mancato un giorno nello svolgimento delle sue incombenze di sindaco nella direzione delle attività amministrative”.

I Nas hanno avviato una indagine più ampia e anche la Regione è intervenuta: dalla prima ricostruzione dei fatti di Corleone è infatti emerso che il direttore sanitario dell’ospedale, in violazione della circolare emanata, ha proceduto alle dosi di richiamo a quanti, tra cui il primo cittadino, non avevano diritto neppure alla prima. E’ stato così violato un provvedimento regionale consolidato da una pronuncia del Tar. Per questa ragione è stato dato mandato al direttore generale dell’Asp di Palermo di procedere alla sospensione del dirigente. (Agi)