Vertenza Almaviva, per la Cgil apertura dell’azienda è un buon inizio

0
14

 

“Situazione di stallo, con qualche timida apertura. Ora apriremo il confronto con i lavoratori nelle assemblee, per vedere se tra le ipotesi messe in campo esiste qualche soluzione praticabile. E ci si rivede a fine mese”. Lo dichiara Rosalba Vella, della segreteria Slc Cgil di Palermo, al termine del secondo incontro in Confindustria a Roma con Almaviva, finalizzato a un accordo con i sindacati, davanti a 3 mila esuberi paventati, sui 10 mila lavoratori del call center, per la ridotta gestione delle commesse.

 

“L’azienda ci ha chiesto di aumentare la percentuale di solidarietà al 50 per cento e di accorpare tutti i dipendenti in una delle due sedi di Almaviva a Palermo e di utilizzare l’altra per i Lap. Noi non ci staremo, sono esuberi dichiarati. Al termine dei contratti di solidarietà, il sito non potrebbe più contenere tutti e il personale sarebbe in eccedenza – aggiunge Rosalba Vella – Per quanto riguarda il recupero di una maggiore qualità e quantità produttiva, abbiamo detto che per noi va bene solo se è finalizzata a una formazione più precisa del personale e al miglioramento dei servizi. Ma se deve trasformarsi in vessazioni, con strumenti invasivi di controllo dei lavoratori, e l’avvelenamento per reazione del clima di lavoro, non siamo d’accordo”.

 

“Oggi rispetto a ieri – aggiunge Rosalba Vella – abbiamo ottenuto qualche avanzamento, come la riduzione di 5 punti dei contratti di solidarietà, al 45 per cento invece che al 50. Ma sono sempre percentuali alte. La gran parte dei lavoratori è in part-time e perderebbe il contributo Renzi perché andrebbe sotto la soglia di 8 mila euro. Per noi è intollerabile”. Il sindacato ha respinto altre richieste “penalizzanti e in violazione del contratto” come l’azzeramento delle maggiorazioni per lavoro notturno. “Sulla sede palermitana – conclude Vella – Almaviva prenderà qualche altro mese di tempo. In alternativa, c’è la possibilità di individuare un terzo sito per tutti i lavoratori, con un intervento da chiedere alle istituzioni locali”.

 

“L’Azienda si è dimostrata disponibile a modificare alcuni punti delle richieste presentate ai sindacati, per noi invasive, cosi il contratto di solidarietà resta verticale, cioè l’astensione da lavoro per circa il 30% delle giornate lavorative mensili, rispetto alla riduzione oraria a 4 ore giornaliere prima proposta da Almaviva, e altri nodi fondamentali come l’abbassamento della stessa soglia di solidarietà. E’ un buon punto di inizio per giungere all’obiettivo finale: mantenere tutti i posti di lavoro e scongiurare 1500 licenziamenti”.

 

Ad affermarlo sono Salvo Seggio e Giovanni Gorgone Rsu Fistel Cisl Palermo Trapani, al termine degli incontri con Almaviva a Roma sulla vertenza della sede palermitana dell’azienda. Per la Cisl, che tornerà a discutere con l’azienda per chiudere la trattativa a fine mese “dopo le assemblee con i lavoratori”, la posizione di Almaviva “appare già più a favore delle nostre istanze”. “Sugli strumenti di controllo – dicono – ha assicurato un utilizzo mirato solo all’aumento della produttività e non a provvedimenti disciplinari; sulla chiusura di una delle due sedi ha garantito l’obiettivo finale che è quello di evitare licenziamenti e ridurre soltanto i costi per i locali e tutte le parti si sono dichiarate disponibili a trovare soluzioni su altri dettagli, come percorsi di mobilità volontaria incentivata e orari spezzati su base volontaria”.

 

“Ovviamente – spiega Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani – la battaglia continuerà in sede ministeriale per tutto il settore dei call center, sulle regole degli appalti, sui passaggi di commessa e sulle gare al massimo ribasso”. “Riteniamo ormai urgente – ha aggiunto Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – un intervento del governo nazionale che regoli un settore in balia di logiche distorte che mirano a colpire sempre i diritti dei lavoratori”.