Viadotto Scorciavacche, la Procura: “Un errore costruirlo lì”: 30 indagati

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Gli avvisi di garanzia sono stati notificati, e sono 30. E tra i nomi iscritti nel registro degli indagati ci sono, come anticipato, anche quelli dei vertici siciliani dell’Anas. E poi, nero su bianco, il reato ipotizzato dalla Procura di Termini Imerese: attentato alla sicurezza dei trasporti. 

Di questo dovranno rispondere il direttore dell’Anas siciliana, Salvatore Tonti, ma anche funzionari, tecnici e addetti delle aziende coinvolte nella realizzazione del viadotto “Scorciavacche” lungo la Palermo-Agrigento, il cui cedimento è avvenuto alla fine del dicembre scorso, pochi giorni dopo la consegna dei lavori anticipati di tre mesi rispetto alla tabella di marcia dell’appalto.

Secondo l’accusa il collasso della rampa d’accesso al viadotto sarebbe imputabile a errori umani, dunque irregolarità commesse sia in fase di progettazione che durante i lavori veri e propri. Pesa, in particolare, l’esito delle perizie eseguite sia dagli ispettori ministeriali che dai periti incaricati dalla Procura, e che definiscono “non idoneo” dal punto di vista geotecnico il terreno su cui la rampa è stata realizzata. Un luogo ad alto rischio, insomma, che non avrebbe avuto i requisiti necessari ad ospitare una infrastruttura del genere.

Un errore di valutazione partito fin dalla progettazione dell’opera, e che ha avuto ripercussioni anche nelle altre fasi di realizzazione: ecco perché tra gli indagati ci sono anche i responsabili delle imprese coinvolte, sia quella aggiudicataria dell’intero appalto per il rifacimento della statale Palermo-Agrigento (la società “Bolognetta”) che quelle sub-affidatarie che hanno lavorato a questo tratto di cantiere, e i tecnici che a lavori finiti si sono occupati delle verifiche e dei collaudi.