Video e foto hard per ricattare chi non si allineava al “sistema”

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video e foto hard per ricattare

Video e foto hard per ricattare chi non si “allineava”. Nell’ordinanza del gip che iscrive sul registro degli indagati Rosario Crocetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, c’è anche questo.

Nel documento della procura di Caltanissetta è citata la testimonianza di Alfonso Cicero, all’epoca commissario dell’Irsap secondo cui Giuseppe Catanzaro “verso la fine del 2013 gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier e un video contenente immagini relative alla vita privata di Nicolò Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore all’Energia, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti”.

Ma il metodo del ricatto sessuale non riguardò soltanto Marino. Nel tritacarne finì anche Giulio Cusumano, che era al vertice dell’Azienda trasporti siciliana (Ast), controllata dalla Regione. Il manager si oppose ad una opaca operazione che prevedeva la cessione dell’Ast a una microazienda controllata, la Jonica Trasporti dove Montante aveva una partecipazione.

Per convincerlo, Cusumano fu ricattato per il suo orientamento sessuale. “Lombardo mi convocò e mi disse che dovevo smetterla di ostacolare la fusione. Poi mi mostrò un plico enorme, c’erano una cinquantina di pagine sulla mia vita, fotografie e frasi che lui leggeva davanti a me. Mi diceva che lo stavo mettendo in imbarazzo. Mi accusava di organizzare festini con alcol e droghe”, racconta al Giornale di Sicilia.

L’ex presidente Lombardo smentisce e annuncia querela. Cusumano aggiunge: “Dovevo far comprendere alla mia famiglia che non c’entravo nulla con le cose che avrebbero letto sui giornali. Ma è stato umiliante soprattutto una cosa, vedere che stavano legando la mia vita privata con stereotipi di m… Legavano la vita di un gay a orge e droghe. Questo mi ha fatto schifo. E allora ho capito che non potevo cedere”. L’Ast è ancora pubblica.