Violento terremoto nel Catanese, epicentro a Fleri: tanti crolli e 28 feriti lievi

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Tanta paura e una decina di feriti per una scossa di terremoto di magnitudo 4,8 legata all’eruzione dell’Etna che nella notte ha fatto tremare la provincia di Catania, causando crolli e danneggiamenti.

L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Viagrande, Trecastagni e Aci Bonnacorsi con un ipocentro a un solo chilometro di profondità che ha accentuato l’effetto della scossa. Molti edifici vecchi hanno riportato gravi danni e decine di famiglie hanno trascorso la notte in strada.

Alle 3,18 si è registrata la scossa più forte da quando l’Etna ha ripreso a eruttare, la vigilia di Natale, ma nella notte ce ne sono state una dozzina superiori alla magnitudo 2. Nessuno dei feriti è  in condizioni gravi.

Il centro più danneggiato è Fleri, frazione di Zafferana Etnea e vicinissimo all’epicentro, dove due persone sono state estratte dalle macerie di una palazzina crollata. Un 80enne è stato estratto da soccorritori dalle macerie della sua abitazione dove il sisma lo ha sorpreso nel sonno ma se l’è cavata con lievi contusioni alla testa. Lo stesso per un abitante di Pisano.

A Zafferana Etnea una casa di riposo per anziani è stata abbandonata dagli ospiti che rifiutano di rientrarvi a causa delle lesioni.

Danni anche a Santa Venerina, dove sono caduti calcinacci dalla chiesa di Santa Maria del Carmelo in Bogiardo e dal campanile della chiesa del Sacro Cuore è crollato la statua della Madonna che era stata risparmiata dal terremoto del 2002.

Paura e danni anche nei centri dell’Acese, tra cui Santa Maria La Stella, dove si è creato un avvallamento sull’asfalto in una strada con una fessura larga una trentina di centimetri. A Pennisi, frazione di Acireale, sei famiglie sono state sfollate per il crollo della parete al secondo piano di una palazzina e c’è stato un cedimento nella chiesa.

La macchina dei soccorsi si è subito attivata con il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che è partito per Catania insieme a un team di esperti del Dipartimento per fare un punto sui danni e pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell’agibilità degli edifici.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Crimi, ha assicurato che “sara’ garantita la massima assistenza e immediata sistemazione a chi ha visto crollare la propria casa, per tutti gli altri saranno allestiti luoghi sicuri di ritrovo”.

“L’Etna rimane sempre un vulcano pericoloso e questo nostro Paese purtroppo è molto fragile”, ha osservato. Per precauzione è stato chiuso un tratto dell’autostrada A18 Catania-Messina tra i caselli di Acireale e Giarre per la presenza di lesioni sospette sull’asfalto.

Sono sei i comuni maggiormente colpiti e nei quali è stato avviato un monitoraggio da parte della protezione civile. Si tratta di Zafferana Etnea, Acireale, Aci S.Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina.

Il terremoto ha danneggiato anche chiesa di Maria Santissima del Carmelo di Pennisi, frazione di Acireale. Crollati il campanile e la statua di Sant’Emidio, venerato perché ritenuto il protettore dei terremoti.

Sono 28 le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche del pronto soccorso degli ospedali per il sisma della scorsa notte nel Catanese. Dieci sono state soccorse da ambulanze, altre 18 si sono presentate da sole. La maggior parte ha ferite lievi, alcuni si sono presentati sotto choc o colpiti da attacchi di panico.