Vita da pensionati in Portogallo con più soldi in tasca: reportage di Rino Canzoneri. Fotogallery

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Sole trecento giorni l’anno, tanto mare, bellissime spiagge, ottima qualità della vita e più soldi in tasca. E allora vai. “Bye bye” Italia e via verso il Portogallo. Sempre più italiani, ed ora anche parecchi siciliani (ne parliamo in una prossima puntata), si trasferiscono in questo Paese dove la pensione si percepisce al lordo. Un beneficio, va detto subito, accordato per 10 anni e riservato solo ai pensionati di aziende private. Sono esclusi i dipendenti pubblici.

Come cresce la pensione. I vantaggi economici, considerata la tassazione italiana parecchio alta, sono molto significativi, soprattutto per le pensioni più pesanti dove l’Irpef pesa maggiormente (41-43%). Facciamo qualche esempio di come è cambiata la pensione dei siciliani che siamo andati a trovare in Portogallo: in un caso quella italiana in Portogallo è passata da 1.900 a 2.700 euro; una da 1.800 a 2.500 euro; un’altra da 3.500 a 5.500 euro; un’altra ancora da 3.050 a 5.000. Ognuno può farsi i suoi calcoli aggiungendo nella nuova busta paga portoghese, al netto percepito in Italia, anche tutta l’Irpef e le addizionali regionali e comunali. E come per magia la cifra incassata lievita di parecchio.

Costo della vita, meno 25%. A tutto ciò va aggiunto un costo della vita mediamente più basso di circa il 25% rispetto all’Italia. Meno sentito dai cittadini del Sud Italia, dove i prezzi si mantengono più bassi rispetto alle regioni del Nord e agli altri paesi europei. Un caffè al bar costa da 55 a 65 centesimi, un litro di latte 65 centesimi e si può mangiare in ristoranti e trattorie del pesce con abbondanti contorni, pane, vino e dolce mediamente con 12-15 euro e con prezzi che scendono anche a 10 euro. Tutto sta dove andate.

I locali turistici fanno pagare di più, quelli per i portoghesi hanno le stesse cose buone e a prezzi stracciati. E comunque i prezzi cambiano anche nelle varie stagioni dell’anno (più alti in estate) ed a seconda delle località: tutto è più caro a Lisbona (tranne i taxi parecchio convenienti) e nelle principali cittadine dell’Algarve che si trovano lungo la costa. Nei piccoli paesi interni scendono di parecchio. Anche tutti gli altri prezzi dei generi di consumo sono in aumento. E toccano livelli quasi italiani in estate, quando i comuni più gettonati dell’Algarve sono letteralmente presi d’assalto da migliaia di turisti alla ricerca di sole e mare. La pasta è quasi sconosciuta, non c’è nei menù e quando ne trovi un piatto è meglio evitare. Si fanno ottimi primi di riso. Abbonda il pesce fresco cucinato in vari modi. Baccalà e sardine sono tra i piatti tipici portoghesi più consumati, e si fa tanto uso di buona cipolla.

Qualità della vita superiore a quella italiana. Ma non sono solo queste le ragioni che spingono tanti a fare questa scelta. Soprattutto la regione dell’Algarve, dove stanno puntando di più i pensionati stranieri, offre condizioni di vivibilità superiori a quelle dell’Italia: servizi efficienti, burocrazia snella, sanità che funziona, strade pulite come fossero i pavimenti di casa, viabilità esterna invidiabile, senza un cantiere o una buca, massimo rispetto della segnaletica stradale e per chi passa sulle strisce pedonali, niente posteggiatori abusivi o “vu cumprà” in paese o nelle spiagge, non vedi una prostituta per strada, sicurezza alta, niente scippi o furti, tutto è ordinato, c’è massimo rispetto per le regole e c’è la certezza della pena, nel senso che chi sbaglia va in galera. E la cronaca nera sui giornali è quasi una sconosciuta.

Cosa occorre per essere residenti. Metti tutto questo insieme e ottieni quasi un paradiso anticipato. Basta solo non essere più residenti in Italia per un minimo di 183 giorni, essere iscritti all’Aire, l’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, comprare o affittare una casa, avere un codice fiscale ed aprire un conto corrente in banca in Portogallo. Ed il sogno di una vita tranquilla e con più soldi e più vivibilità diventa realtà. Parte dei 183 giorni possono essere trascorsi in altri paesi stranieri, quindi non necessariamente in Portogallo, e possono anche essere non continuativi. E si può tornare in Italia quando si vuole.

Si arriva a questo con una convenzione tra Italia e Portogallo, in vigore dal gennaio 1983, che ha eliminato la doppia tassazione. Successivamente con un decreto del settembre 2009, divenuto legge nel 2013, il governo portoghese ha eliminato del tutto la tassazione per 10 anni per gli stranieri che portano lì la residenza non abituale. Di questo ben di Dio, ne hanno approfittato per primi gli inglesi, i francesi e i cittadini di altri paesi del Nord Europa e negli ultimi due anni anche gli italiani. I brasiliani sono presenti da tempo anche perché il loro Paese è stato un’ex colonia portoghese per parecchi anni.

Clima come quello della Sicilia.  L’Algarve in Portogallo è quasi una striscia rettangolare, la fascia sud, il piede del Paese che guarda verso l’Africa ed è bagnata dall’oceano Atlantico. Giocano a favore di questo ambiente le particolari condizioni climatiche favorevoli, cielo per gran parte dell’anno limpido e con sole, temperature mediterranee e sub-tropicali (in estate anche punte da 35 a 40 gradi ed in inverno intorno ai 20-25 gradi che difficilmente scendono sotto i 10). Una situazione che attrae particolarmente i pensionati del Nord Italia e dei paesi del Nord Europa, alle prese con inverni rigidi e piovosi, con nebbia e neve. Per i siciliani questo conta meno, in quanto l’isola ha un clima pressoché simile a quello di questa regione attraversata da un’autostrada lunga poco più di 140 km. che parte da Vila Real De Santo Antonio ed arriva a Lagos. Un’altra autostrada la collega a Lisbona. Gli italiani, al contrario degli inglesi, concentrati ad Albufeira, sono sparsi un po’ dappertutto. Nel capoluogo Faro (che ha anche l’ospedale ed un aeroporto internazionale, gli altri due sono a Lisbona e Porto) e negli altri comuni più grandi della regione. I principali sono Portimao, Lagos, Silves, Lagoa, Olhao, Loulè, Tavira, Monchique e Vila Real De Santo Antonio, separata dal confine spagnolo dal fiume Guadiana. Tutti paesi e cittadine che vanno da 19 mila (Vila Real) a 64 mila abitanti (Faro).

Il Portogallo, ed in particolare l’Algarve, noti per le bellissime spiagge. Ce ne sono tantissime nei circa 150 Km. di costa, sono ampie, libere ed alcune di rara bellezza. In testa a tutte, Praia de Marinha, ritenuta una delle 10 più belle del mondo e non è da meno Prai Do Vau che incantano i visitatori. L’Ilha deserta, davanti Faro, è la più estesa, 7 km. con un solo ristorante ed un piccolo stabilimento balneare. Tanta sabbia, mare cristallino, grandi spazi e gradi silenzi, un’oasi di pace in un contesto unico e suggestivo. Ma sarebbe troppo lungo fare l’elenco di tutte. Si trovano spiagge a ridosso dei paesi, scendi da casa e sei a mare, altre in isolette che si raggiungono in pochi minuti.

Impennata dei prezzi degli immobili. La novità soprattutto degli ultimi due anni è che in questa regione e a Lisbona c’è un problema. Visto il grande interesse di tantissimi pensionati da tutta Europa, i portoghesi si sono fatti furbi ed hanno aumentato i prezzi degli immobili. “Gli affitti – dice Susete Riberio, titolare di un’agenzia immobiliare a Olhao – da 300 euro sono passati a 400-450, quelli da 400 a 550-600, quelli da 500 sono balzati a 700-750. In crescita del 20-30% anche i prezzi delle case”. Una situazione che sta mettendo in difficoltà i portoghesi che hanno in media uno stipendio di circa 800 euro al mese. Qui fra qualche anno, sintetizza con un paradosso il fenomeno la Riberio “non ci saranno più portoghesi, ma solo stranieri che hanno soldi per affittare e comprare”.

Le difficoltà per chi si trasferisce. Quali sono i punti critici per chi cambia vita cosi radicalmente? Innanzi tutto la lontananza da vecchi amici e familiari per un periodo di almeno sei mesi l’anno. E comunque ci si sente e ci si vede al telefono ed il periodo di sei mesi può essere interrotto con un ritorno in Italia prima o ospitando le persone interessate nella nuova residenza portoghese. Viene meno l’assistenza sanitaria in Italia, ma non totalmente. Si ha infatti diritto a 90 giorni all’anno di cure primarie gratuite come ad esempio ricoveri e assistenza del 118. Un inconveniente che si può ovviare se si vuole con un’assicurazione privata. Se siete proprietari di una prima casa in Italia, trasferendo la residenza all’estero dovete pagare per questo immobile le tasse come fosse seconda casa. Ed ovviamente dovete mettere in conto i prezzi dei biglietti aerei per i viaggi che farete in Italia.

Cosa fare da pensionato in Portogallo. Molti pensano che il pensionato che va a vivere in questo Paese passi tutto il suo tempo ad annoiarsi al bar. Ma non è cosi. Certo è che si cambia radicalmente stile di vita e chissà che non sia questa la scelta giusta, dopo quarant’anni a fare sempre le stesse cose. Il cambiamento porta sempre un arricchimento. Molti avvertono la necessità, che qui possono realizzare, di una vita tranquilla in cittadine pulite, dove tutto è a portata di mano, hanno sole e mare a volontà, clima mite tutto l’anno, vivono senza fretta né stress che da la nostra burocrazia e le nostre città piene di disservizi, socializzano di più visto che hanno più tempo, leggono quei libri che non hanno mai avuto il tempo di tirare fuori dalla libreria. Ed hanno più soldi in mano.

Se il pensionato è malato o non ha più voglia di fare nulla il problema non si pone. Niente fa in Italia e nulla fa in Portogallo. Ma se si hanno ancora energie da spendere, si possono fare tante cose. Inventarsi una piccola attività, un impegno che riempie alcuni buchi della giornata. Come ad esempio ha fatto Vanni Gariazzo di Biella. Arrivato qui ha girato in lungo ed in largo l’Algarve come turista. E poi ha messo a frutto le sue conoscenze. Ha comprato un minibus (tel. 348/3967904, per chi volesse approfittarne) ed ora fa da guida a chi vuole visitare la regione, prende e lascia pensionati all’aeroporto. Ha messo su un b&b con otto camere, affitta una macchina e 4 biciclette ai turisti. Insomma quasi un altro lavoro. “Ma faccio quello che mi piace – dice – senza assilli e non sto avvolto nella nebbia ed in mezzo alla pioggia della mia Biella. Vedo il mare ed il cielo sempre azzurro e già questo mi basta per farmi stare bene”.

I vantaggi del governo portoghese. E cosa ci guadagna il governo portoghese nel non tassare le pensioni? Il premier socialista Antonio Costa nei giorni scorsi è stato chiaro. “I pensionati stranieri – ha detto – per noi sono una risorsa. Dal 2014, da quando è scattato il beneficio dell’esenzione, ad oggi, l’economia ha avuto una grande boccata di ossigeno. La disoccupazione è scesa al 6,7%, registriamo un tasso di crescita superiore al 2% ed abbiamo ridotto il deficit”. E che le cose vanno bene si vede anche a vista d’occhio. Da uno degli ultimi paesi che era dell’Europa, il Portogallo ora sta messo discretamente bene. I pensionati stranieri portano denaro, affittano e comprano case, consumo generi di prima necessità e lì il governo si rifà incassando l’Iva. Spuntano sempre nuove trattorie, bar ristoranti e alberghi sempre pieni da maggio a settembre e c’è anche una buona destagionalizzazione.

(Alla prossima puntata che leggerete sempre su ilsitodisicilia.it)