Vita da pensionati in Portogallo: seconda puntata del reportage di Rino Canzoneri. Fotogallery

0
171

“Ci sono almeno due buoni motivi per decidere presto se trasferirsi in Portogallo. Il provvedimento che consente la detassazione della pensione scade a fine 2019 ed i prezzi di affitti e vendita delle case continuano a salire”. È  quanto dice Rosario Fazio, catanese, titolare dell’agenzia Vado Via, con uffici a Olhao e Portimao che, assieme a diverse altre, si occupa di gestire tutte le pratiche e di proporre anche affitti e vendite di immobili ai nuovi emigranti dai capelli grigi.

Dal 2014 Vado Via ha assistito nel trasferimento all’estero circa 1.500 pensionati: il 70% di questi in Portogallo, il 20% in Tunisia ed il 10% in Bulgaria e parecchi di loro sono siciliani, attirati anche da un interlocutore della propria regione con il quale si intendono meglio.

La legge è dunque in prossimità di scadenza e anche se la volontà del governo è quella di rinnovarla non si può mai sapere. Si parla anche di una possibile piccola tassazione sulle pensioni che se fosse introdotta non si sa se colpirà in modo retroattivo anche chi ha maturato il diritto dell’attuale beneficio per 10 anni. E comunque questa è una scelta che il governo portoghese sta maturando con attenzione perché anche una tassazione bassa, messa in relazione all’incremento dei prezzi di affitti e delle vendite di case e del costo della vita, potrebbe ridurre agli occhi dei pensionati l’appeal di cui gode al momento il Portogallo. Anche perché tutto ciò va messo in rapporto con quanto sta avvenendo in altri Paesi alcuni dei quali stanno valutando, tra cui la Grecia ed anche l’Italia per le regioni meridionali, l’introduzione della pensione al netto o con tassazione minima.

Il consiglio dell’esperto. “Va tenuto presente – aggiunge Fazio – che in Portogallo l’anno fiscale è unico e non frazionabile e che quindi bisogna essere iscritti all’Aire entro il 30 giugno se si vuole prendere la pensione esentasse per tutto l’anno. Un’iscrizione all’Aire adesso o nei mesi successivi entro il 2018 non dà quindi diritto a prendere la pensione al lordo a partire dall’inizio di quest’anno. A chi vuole trasferirsi in Portogallo consigliano di avviare l’iter delle pratiche adesso o anche all’inizio del prossimo anno in modo da ottenere l’iscrizione all’Aire entro fine giugno”.

Burocrazia snella e veloce. In Portogallo gli uffici vanno veloce. In due tre giorni si riesce ad ottenere il codice fiscale, il contratto di affitto e l’apertura di un conto corrente in banca. La residenza viene rilasciata a vista o in meno di una settimana. Il primo intoppo nasce con l’Italia. Dapprima con il consolato di Lisbona che, ricevuta tutta la documentazione portoghese, rilascia l’iscrizione all’Aire anche dopo mesi e comunque in genere entro i 180 giorni previsti per legge. Un adempimento che però in altri paesi, quali ad esempio la Tunisia o la Bulgaria viene espletato in tre giorni. “E poi altri mesi se ne vanno con l’Inps e l’Agenzia delle Entrate italiana che lavora queste pratiche – prosegue il titolare della Vado Via – con lentezza, sia per quanto riguarda l’erogazione della pensione al netto che soprattutto per gli arretrati maturati”. “Ci vessano e ci perseguitano – dice Anna Maria Ursino, palermitana ora residente in Portogallo – anche quando andiamo via”.

Il coraggio di restare in Italia. La fuga  dall’Italia è in genere preceduta da un viaggio esplorativo. Si fa il giro delle cittadine su cui è maturato un certo interesse e poi si decide se trasferirsi o meno. Ci vuole coraggio a fare una scelta cosi radicale? “No – dice Fazio – Oggi ci vuole più coraggio a rimanere in Italia”. E comunque di tanto in tanto c’è anche chi molla e ritorna indietro – dice Walter Volpi, pensionato di Milano – principalmente perché si fa prendere troppo dalla nostalgia di casa, della famiglia e degli amici lasciati in Italia”.

Naturalmente, come in ogni cosa, ci sono anche i casi dei furbetti che trasferiscono la residenza in Portogallo per prendere la pensione al netto e poi se ne stanno quasi l’intero anno in Italia. Ma l’Agenzia delle Entrate italiana e la Guardia di Finanza stanno intensificando i controlli, anche se complessi e difficili, e c’è il rischio di essere beccati.

(Alla prossima puntata che leggerete sempre su ilsitodisicilia.it)