La Ztl alla palermitana, a quanto pare piace davvero a pochi. A Sala delle Lapidi quasi tutti prendono le distanze dal provvedimento della giunta Orlando. Dal centrodestra e dal Partito democratico arrivano bordate all’indirizzo del sindaco e dell’assessore alla Mobilità Giusto Catania.
Ai più riesce difficile comprendere come sia possibile, per una amministrazione che pretende di essere equa ed efficiente, pensare un provvedimento che somiglia ad un bando dello sceriffo di Nottingham di disneyana memoria. Da Confcommercio si è alzato un muro di sbarramento contro il nuovo piano della Ztl. Stessa cosa dai consiglieri comunali che hanno chiesto a gran voce di rivedere il provvedimento. Ma dalla coppia Orlando-Catania non sono arrivati segnali di dialogo.
Il termine stesso per l’avvio del provvedimento, il 5 settembre prossimo, è scelto per anticipare il deposito delle motivazioni della sentenza che ha portato alla sospensiva del Tar. E poco importa se l’avvio dell’orario invernale dell’Amat, il completamento del progetto riguardante il bike-sharing o l’introduzione del biglietto integrato Amat-Ferrovie sarà ancora di là da venire. Il cittadino dovrà tacere e pagare per poter circolare all’interno della Zona a traffico limitata.
Paga ed entra come a Nottingham, solo che questa volta il pretesto è la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita nel centro storico. Peccato che sull’inquinamento i dati in possesso smentiscano gli allarmismi e che la parte vecchia della città sia già moribonda grazie proprio alla “terapia” del duo Orlando-Catania. Due elementi concomitanti che danno ragione a chi ritiene l’introduzione della Ztl niente di più che un’ennesima tassa sul capo dei palermitani.
Un balzello che, insieme ad alcune cervellotiche pedonalizzazioni, sta già desertificando il commercio nel contro storico. Le uniche attività commerciali che resistono sono pub, birrerie e locali notturni, alcuni dei quali gestiti più o meno direttamente da soggetti vicini all’amministrazione attuale. Gli orari stessi nei quali è autorizzato il traffico all’interno del perimetro della Ztl sono rivelatori. Circolazione in centro vietata, ma fino alle 20. Da quel momento in poi tutti liberi di circolare, e al diavolo l’inquinamento.
Il popolo della movida, quindi, sarà libero da qualsiasi vincolo così come lo è stato fino ad ora nonostante la beffa del pass per il parcheggio dei residenti. Un provvedimento, quest’ultimo, mai effettivamente applicato. La sera basta fare una passeggiata nel centro e tentare di incontrare un agente della polizia municipale. Più facile scorgere un ufo guardando il cielo d’estate che vedere un casco bianco multare un’auto in divieto senza il pass.
Il progetto di trasformare il centro storico in un divertimentificio con l’introduzione della Zona a traffico limitato sarà così completato. Ci saranno forse meno polveri sottili al prezzo di un inquinamento acustico alle stelle, di un incremento del degrado ambientale causato dalla inciviltà di molti tra gestori e clienti dei locali, e un caos veicolare che i residenti già, per loro sfortuna, conoscono bene.
Residenti che, proprio come i commercianti, dovranno pagare (e non metaforicamente) il prezzo della loro scelta di vita di voler valorizzare e animare il centro storico. Un prezzo che, viste le altre fallimentari iniziative, non sarà nemmeno compensato da un aumento del valore immobiliare di case o botteghe. Le quotazioni in centro sono crollate in questi ultimi anni proprio a causa del progressivo peggioramento delle condizioni di vivibilità.
Certo, c’è anche chi plaude all’introduzione della Ztl. C’è una parte della Palermo radical chic, quella con il birignao che chiama il sindaco “Luca” oppure il “professore Orlando”, alla quale questo provvedimento piace. Ogni qualvolta ne discuti con uno di loro, ti rispondono con aria saccente: “Ma che dici?! In tutta Italia (o in tutta Europa, variante per i più cosmopoliti), ci sono le Zone a traffico Limitato a pagamento!”. Argomento per la verità spuntato da due semplici considerazioni. La prima è che centro storico di Palermo per estensione è, insieme a quello di Barcellona, il più grande d’Europa. E come se non bastasse lo sceriffo di Nottingham, giusto per ampliare il montepremi ha sommato la porzione di città che si estende da via Cavour fino a via Notarbartolo. Non si tratta quindi di un’area grande come il quartiere più antico di Padova, Perugia Verona o Vienna (sempre per i più cosmopoliti).
La seconda considerazione è la composizione sociale degli abitanti dei centri appena citati, o di Roma. Altrove le aree escluse al traffico corrispondono alla parte in cui si concentrano le fasce più abbienti della cittadinanza. A Palermo, per una serie di motivi, è esattamente l’opposto. Paragonare piazza del Pantheon o via Condotti con piazza Rivoluzione, via della Vetriera o Rua Formaggi vuol dire mistificare la realtà.
Ma la realtà cittadina a questa amministrazione sembra non interessare. Leoluca Orlando con il suo braccio armato Giusto Catania ha l’obiettivo di rastrellare denari per puntellare alla meno peggio un bilancio che fa acqua da tutti i lati nonostante l’abilità da illusionista nel mostrare i conti in ordine. Il sindaco si prepara ad lunga navigazione in vista della campagna elettorale. L’obiettivo di Orlando è di succedere a se stesso. Allo sceriffo di Nottingham il compito di reperire le risorse per non far naufragare la barca durante la traversata elettorale.







