Termini Imerese: si dimette il sindaco Francesco Giunta sotto indagine

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francesco giunta

Il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta, che era stato eletto nel 2017 a guida di una coalizione di centrodestra, si è dimesso. La decisione è già stata ufficializzata nel pomeriggio. Il primo cittadino lascia la carica a quasi due anni dall’elezione, avvenuta il 26 giugno del 2017.  Giunta è indagato nell’ambito dell’inchiesta per voto di scambio che vede tra gli indagati anche l’assessore Toto Cordaro e il deputato Alessandro Aricò.

“Come sapete nei giorni scorsi ho ricevuto insieme a 96 persone un avviso di garanzia. Ad oggi non ho avuto il tempo di acquisire la documentazione. Ho la coscienza a posto. Sono certo di dimostrare la mia estraneità dei fatti contestati. E mi sono dimesso con grande dolore visto che stavamo ottenendo ottimi risultati. Ma l’ho fatto perché così riuscirò meglio a difendermi da una serie di attacchi personali violenti di questi ultimi giorni. Devo ringraziare tutti gli assessori, i consiglieri comunali i dipendenti comunali per il lavoro svolto”. Così il sindaco di Termini Imerese annunciando le sue dimissioni nel corso di una diretta Facebook. “Ho grandissimo rispetto per la magistratura sia quella inquirente che giudicante. Non è una frase fatta. Sono avvocato e tornerò a fare l’avvocato. Non sono mai stato duro negli attacchi. Sono fatto così. Ho rispetto per la persona umana. Profondo rispetto. Quel rispetto che qualcuno che con i capelli bianchi dovrebbe avere – conclude Giunta – godendosi una lauta pensione e non gettare e continuare a spargere veleno”.

Gli ultimi mesi per la città di Termini Imerese sono stati segnati da alcune inchieste giudiziarie condotte dalla locale Procura.

In primo piano la nuova crisi provocata dagli arresti dei vertici della Blutec, la società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat. Poi l’inchiesta che ha coinvolto 96 politici, fra i quali proprio il sindaco di Termini Imerese, indagato per voto di scambio e peculato, quest’ultimo reato in relazione a un presunto uso privato dell’auto di servizio del Comune.